Siamo con Raffaele Iannone, Presidente dell’ASD Staletti.
Buonasera Presidente, c’è tanto da chiedere, ma vorremmo sapere innanzitutto, a soli 28 anni, cosa ti ha portato a ricoprire questo ruolo?

È stata una scelta dettata da diversi fattori. Al primo posto, sicuramente, la passione: un sentimento tramandato da mio padre e mio zio, anche loro giocatori e dirigenti sportivi prima di me.

Un altro fattore importante è l’attaccamento al mio paese e alla mia comunità. Ho scelto con convinzione di rimanere nella mia terra, dove porto avanti un’attività imprenditoriale insieme alla mia famiglia e cerco di contribuire alla crescita della collettività, impegnandomi da sempre nel sociale.

L’esperienza maturata negli anni – collaboro attivamente con le società sportive dal 2014 – mi ha spinto, nel 2022, a proporre all’allora Presidente Giovambattista Grillone un progetto che prevedeva la formazione della prima squadra. Un progetto che mirava a essere sostenibile e ponderato, con l’iscrizione al campionato di Terza Categoria e il coinvolgimento di tanti giovani stalettesi che giocavano in diverse squadre del comprensorio.

La mia proposta è stata accolta da tutta la dirigenza con entusiasmo, ed oggi è una splendida realtà.

Rimanendo sul tema Prima Squadra e Terza Categoria, quali sono i nostri obiettivi e cosa si sente di dire ai nostri sostenitori?

Per due anni abbiamo sfiorato la promozione, perdendo ai play-off. Non le nascondo che l’obiettivo, anche quest’anno, rimane quello di vincere il campionato.

A questo ambito risultato vogliamo arrivare continuando a esprimere un buon gioco, ma mantenendo al centro del progetto i nostri valori principali: il coinvolgimento di quanti più giovani stalettesi possibile, il lavoro di squadra, il rispetto dell’avversario e la valorizzazione dei più giovani.

Rimango convinto che il calcio, oltre a essere lo sport più bello del mondo, sia anche una importante “palestra” di vita.

Ai tanti tifosi sento di fare un ringraziamento speciale per il supporto che continuano a darci in casa e soprattutto nelle trasferte, alimentando ancora di più il sogno della promozione.

E invece per quanto riguarda i più piccoli ci parli della Scuola Calcio?

Per quanto mi riguarda penso che la scuola calcio stia alla base di un’associazione sportiva.

Sono partito da un progetto già avviato dalla passata dirigenza ampliandolo grazie alla collaborazione di nuovi tecnici, ottenendo un riscontro positivo e riuscendo a creare tre diverse categorie con un buon numero di ragazzi.

Gli obiettivi principali devono essere educativi, sportivi e sociali, puntando a formare non solo dei calciatori ma anche dei ragazzi con un forte senso di responsabilità e rispetto.

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